4 motivi per darti da fare anche se ti senti a terra

4 motivi per darti da fare anche se ti senti a terra

Sei nel mezzo di un brutto periodo e non riesci a trovare la voglia e l’entusiasmo per migliorare le tue giornate? Ti sembra che nulla possa risollevarti il morale e che, quindi, qualsiasi cosa fai sia inutile? Se è così, allora, questo articolo ti sarà utile e ti darà qualche spunto per le tue analisi personali.

 

” Il lavoro non mi piace – non piace a nessuno – ma mi piace quello che c’è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà – per se stessi, non per gli altri – ciò che nessun altro potrà mai conoscere. “

Joseph Conrad

 

Ci sono giornate difficili per tutti. C’è poco da dire, è una cosa del tutto naturale. Qualche volta diventano periodi in cui tutto sembra andare nel verso sbagliato e, assieme alle nostre giornate, si perde, a poco a poco, anche la voglia di fare, di sperimentare, di creare, di ideare, di provare. La vita non risparmia nessuno e alla fine i momenti faticosi arrivano. Le motivazioni possono essere infinite e di diversa gravità e valore, ma la vera differenza è come si decide di porsi di fronte ai problemi e agli ostacoli che s’incontrano.

A mio parere ci sono solo due modi di affrontare i momenti difficili:

1 – Lasciarsi “portare via” dai problemi e dalle difficoltà: i momenti faticosi diventano il filo conduttore delle giornate e ogni cosa è annebbiata e inquinata dai pensieri legati alle preoccupazioni. Si pensa che sia inutile fare, creare, sperimentare e, soprattutto, si crede che, se non ci si concentra costantemente sulle difficoltà (che spesso non dipendono direttamente da noi e per le quali non possiamo fare nulla), si perde la possibilità di trovare risoluzioni ad ogni problema. Questa predisposizione tende a rendere la giusta e sana riflessione sui fatti difficili della propria vita, come una sorta di morboso rimuginare che diventa, all’occorrente, anche la scusa per restare immobili ad attendere che qualcosa o qualcuno risolva tutto.

2 – Sapere che la vita è fatta anche di difficoltà che passeranno, ma che è necessario darsi da fare, anche se sembra del tutto inutile (perché inutile non lo è affatto!): la prima delle quattro nobili verità della filosofia buddhista è: la vita è sofferenza.  Le successive tre ne spiegano l’origine, il superamento e il percorso per attuarlo. Il primo principio, quindi, è l’accettazione del dolore come parte integrante e naturale dell’esistenza, ma anche la possibilità della sua cessazione attraverso un percorso individuale di auto miglioramento. (fonte a questo link e questo). Prendendo spunto dalla saggezza buddhista (filosofia per cui ho nutrito molto interesse negli anni passati), nel tempo, ho compreso che, accettare il dolore come parte della vita e convertirlo, con impegno, in qualcosa di utile e costruttivo per noi stessi, migliora enormemente la qualità della propria vita. Quando, nei momenti difficili, ci si sente svogliati e senza un minimo di positività ed entusiasmo in nulla, è necessario mettere in gioco la forza di volontà e il desiderio di convertire il peso che sembra immobilizzarci, in azione, attività, creazione, progettazione. Non intendo con questo che bisogna disinteressarsi delle problematiche a noi vicine o di chi ci sta vicino, ma che non devono diventare il pensiero che occupa la gran parte delle nostre giornate e della nostra mente.

” Non esiste una strada verso la felicità.
La felicità è la strada “
Confucio

IL VALORE DEL ” FARE”

Che cosa intendo per fare?

Mi rendo conto che il termine in se sia molto generico, ma questa sua genericità si adatta bene a quello che intendo. Il fare da me preso in considerazione, è relativo a tutto ciò che piace, fa bene e interessa ogni singolo individuo, secondo le sue preferenze: qualcosa di produttivo per se stesso e di conseguenza per chi gli sta attorno. Non intendo azioni continue relative ai problemi che si stanno vivendo, per quanto sia necessario e di dovere rivolgere la giusta attenzione alle difficoltà che s’incontrano, ma riuscire a convertire il tempo, segnato da una preoccupazione costante, in azioni utili per se stessi.

Quali sono, quindi, i vantaggi del fare anche quando sembra del tutto inutile?

1 – Sposta i pensieri

2 – Rende produttivo del tempo che passeremmo immersi nei pensieri dolorosi.

3 – Diamo veramente un contributo ai problemi che ci stanno attorno.

4 – Permette di imparare qualcosa che ci interessa e, di conseguenza, aumenta le nostre competenze e capacità.

Sposta i pensieri 

Fare è in assoluto il miglior modo per spostare i pensieri che ci addolorano e preoccupano. Spostare significa immaginare i propri pensieri scritti di fronte a noi, per poi spostarli ai lati della mente e sostituirli con altri produttivi. Il meccanismo è una sorta di visualizzazione mentale dei pensieri problematici che, attraverso la raffigurazione del loro spostamento fuori dal campo visivo, aiuta enormemente la capacità di guardare altrove. I pensieri produttivi non sono facili da trovare, quando il morale è a terra, ed è per questo che l’azione, il fare, ci viene in aiuto. Impegnando il pensiero in azioni che ci interessano, incuriosiscono, piacciono, aiutiamo la mente a non soffermarsi su pensieri circolari e immobili, privilegiando attività produttive per la nostra vita.

Rende produttivo del tempo che passeremmo immersi nei pensieri dolorosi

Capita alle volte che, guardandosi indietro, ci si renda conto di quanto tempo si sia passato, soffrendo per i più svariati motivi: amore, professione, famiglia, amici, società, soldi, salute. Le cause della sofferenza umana sono infinite e non sempre il dolore a esse associato è giustamente proporzionato. Così, ci si ritrova a chiedersi, se valeva la pena stare così male per quella determinata persona, fatto, opinione… Agire, produrre, fare qualcosa che interessa e piace, aiuta a non buttare del tempo prezioso in pensieri non costruttivi che non portano a nulla, se non ad abbassare il nostro livello di positività.

Diamo un contributo ai problemi che ci stanno attorno

Il concedere del tempo a se stessi, lasciando che la mente rivolga la sua attenzione a ciò che interessa, piace e stimola, allontanandola dai pensieri circolari legati alle preoccupazioni, permette di immagazzinare energie necessarie al nostro benessere, ma soprattutto utili per chi ci sta attorno o per chi dobbiamo aiutare. Il nostro contributo risulterà più efficace, stimolante e con un livello di stress inferiore.

Permette di imparare qualcosa che ci interessa e, di conseguenza, aumenta le nostre competenze e capacità.

Ogni cosa che appassiona, interessa, incuriosisce porta con sé una potenziale acquisizione di competenza. Se ci si dedica all’apprendere e sperimentare ciò che è di nostro interesse, si incamerano informazioni ed esperienze che producono, nel tempo, conoscenza. Avere la possibilità e la fortuna di imparare, concedendo a se stessi di farlo, non sarà mai inutile.

So perfettamente che, nei momenti di difficoltà, la prima cosa che viene naturale è dedicare interamente i nostri pensieri ai problemi, per tentare di trovare delle soluzioni. Ed è sacrosanto farlo, quando il nostro intervento è necessario e di reale aiuto. Ci sono però situazioni che non dipendono dalle nostre scelte e che, comunque, dobbiamo vivere. Rimuginare continuamente su ciò che sta fuori e non ci compete, trascurando noi stessi, non fa altro che aggiungere un altro problema su quelli già esistenti.

Se questo articolo ti ha interessato, magari dandoti qualche spunto di riflessione in più, condividilo nei commenti qui sotto! La tua opinione è importante!

Grazie. A presto. Valentina

Leave A Response

* Denotes Required Field