Me ne voglio andare! l lati migliori e peggiori della fuga

Me ne voglio andare! l lati migliori e peggiori della fuga

Quante volte abbiamo pensato di voler mollare tutto e andarcene. Da diverse situazioni, non solo fisiche o geografiche ma anche dalle relazioni, dal lavoro, dalla famiglia. Andarsene, in alcuni momenti, ci appare come un’ancora di salvezza, l’idea di ricominciare da zero. La speranza che, mollando tutto, poi, si stia meglio. In alcuni casi è così, in altri la fuga diventa solo il modo di sfuggire a se stessi, di non affrontare la realtà e, in qualche modo, di scegliere la via più semplice.

In questo articolo affronteremo i vantaggi e gli svantaggi dell’andarsene, perché esso può essere una grande possibilità per alcuni ma un limite è una debolezza per altri.

” Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure. “
Nelson Mandela

L’idea di muoversi, di spostarsi, di cercare nuovi lidi ha dato la spinta all’essere umano per scoprire luoghi, terre e culture, contribuendo allo sviluppo, alla conoscenza, e alla crescita dell’intera umanità. È nella nostra natura la curiosità di sperimentare ciò che è nuovo e questo, spesso, può avvenire allontanandosi da ciò che si conosce.
Tutto molto bello.

Però accade, alle volte, che mettiamo in atto o assistiamo a vere e proprie fughe, che diventano la giustificazione più veloce per sottrarsi dalle proprie responsabilità. Questo porta sempre con sé delle conseguenze, lasciando strascichi che si ripercuotono anche sulle persone che ci circondano.

Sorge spontanea la domanda: quand’é che la fuga, l’andarsene, mollare tutto, sono azioni costruttive e quando, invece, non lo sono affatto?

Innanzitutto, è necessario analizzare le caratteristiche della fuga, evidenziandone i lati positivi e quelli negativi.

Lati positivi/costruttivi:

Desiderio di cambiamento: questo elemento è basilare, quando si vuole dare una scossa alla propria situazione, qualunque essa sia. Diviene fondamentale, se si deve lasciare qualcosa che ci fa male, perché è la voglia di sottrarsi a contesti, persone o luoghi per noi destabilizzanti, ad aiutarci nella scelta di cambiare.

Curiosità: la spinta a cercare qualcosa di nuovo, dandosi la possibilità di guardare altrove, apre la mente a nuove conoscenze ed esperienze. Questa caratteristica accompagna, spesso, la scelta di lasciare tutto e ricominciare, perché la curiosità stimola fortemente l’azione.

Volontà di migliorare la propria condizione: il cambiamento diviene sacrosanto quando mira al miglioramento della propria situazione, sia essa personale, familiare o economica. La possibilità di rivoluzionare la propria vita, lasciando qualcosa in vista di altro che sia migliore per noi è per chi amiamo, porta con sé grande forza di volontà.

Auto stima: se si decide con le parole e poi con i fatti di lasciare tutto per qualcosa di nuovo e migliore, significa che si crede fortemente nella proprie scelte, tanto da fare di tutto per realizzarle. Questa tenacia é propria di un carattere che riconosce se stesso, e che crede nelle proprie capacità. Una buona auto stima è fondamentale quando si prendono scelte importanti.

Coraggio: fuggire è considerato un atto di codardia e, in generale, lo è. Ma, al contrario, quando si decide di dare una svolta alla propria vita per migliorarla, contemplando l’idea di andarsene, è necessaria una buona dose di coraggio. Lasciare qualcosa di sicuro e conosciuto per qualcosa di nuovo e imprevedibile può intimorire ma, se è spinto da voglia di miglioramento e accompagnato da una buona pianificazione, può portare a grandi risultati.

Lati negativi/ non costruttivi

Tendenza a fuggire di fronte ai problemi: molte persone hanno l’abitudine di sottrarsi dai problemi, evitando il discorso, ammutolendosi o andandosene. La fuga diviene lo strumento fondamentale per non affrontare situazioni difficili, problematiche e dolorose. E così, relazioni, professioni, famiglie vengono abbandonate per evitare confronti, spiegazioni e compromessi, necessari nelle relazioni di qualsiasi natura. Questo atteggiamento ha come risultato, molto spesso, la disgregazione di ciò a cui si è dedicato tempo ed energia solo per non superare i propri limiti, confrontandosi con il mondo, senza scappare.

Incapacità di affrontare la realtà: come diretta conseguenza del punto precedente, ma non meno importante, è la tendenza ad andarsene quando la realtà diventa troppo difficile da affrontare. Accade infatti che, in alcuni momenti della vita, ci si possa trovare in situazioni faticose e dolorose. Questo avviene per tutti, più o meno, indiscriminatamente. La differenza é che alcuni non accettano tale condizione e l’unica cosa che si sentono in grado di fare é alzare le ancore e spostarsi in terre migliori. Spesso, lasciandosi dietro tristezza e abbandono.

Debolezza: non essere in grado di affrontare la realtà, non accettarla, continuando a cercare altrove qualcosa di diverso senza mai trovarlo, mette in luce un’elemento della personalità ben preciso: l’essere deboli. Non sapere mai quello che si vuole, continuando a bazzicare a destra e a manca, con l’unico obiettivo di evitare le difficoltà, dimostra di non avere la forza per assumersi le proprie responsabilità, di non considerarsi all’altezza della situazione, e di non avere sufficiente carattere per affrontare gli ostacoli della vita.

Insicurezza: quando una persona é debole, solitamente é anche molto insicura. Non affrontare i fatti della vita, sottraendosi continuamente, dimostra l’inadeguatezza del proprio ruolo, confermata da tutte le fughe messe in atto nel tempo. Andarsene non necessariamente dimostra capacità di scelta, spesso rivela solo una profonda insicurezza e sfiducia verso le proprie potenzialità.

Immaturità: la non assunzione delle proprie responsabilità è propria di un comportamento immaturo. Volenti o nolenti, da adulti, è necessario rispondere in prima persona delle proprie azioni e di ciò che la vita ci mette di fronte. Quando questo non accade, i comportamenti si allontanano da un piano di azione adulta, entrando nella sfera tipica del comportamento immaturo, ego riferito ed egoista.

A questo punto, dopo aver osservato i lati positivi e negativi della fuga, é necessario chiedersi quale siano le reali motivazioni che ci portano a lasciare ciò che abbiamo, per qualcos’altro.

Se ti trovi in questa situazione chiediti:

1 – Perché me ne voglio andare?

2 – Lo faccio per evitare le mie responsabilità?

3 – Voglio veramente andarmene o voglio solo evitare di affrontare i problemi?

4 – Questo cambiamento migliorerà la mia vita?

5 – Ho ben chiaro ciò che lascio?

É importante avere le risposte a queste domande, perché qualsiasi scelta ci porti a lasciare ciò che abbiamo per andarcene altrove, dobbiamo poi saperla sostenere e portare avanti. È necessario , che lo si voglia o no, assumercene le responsabilità ed essere coerenti con ciò che abbiamo deciso.
Soprattutto quando sono coinvolte altre persone.

Spero che questo articolo ti abbia dato spunti di riflessione, soprattutto se stai pensando di andartene da qualcosa o da qualcuno. O forse sta avvenendo in una persona che conosci o che ti è vicina, e magari la sua scelta può influenzare anche la tua vita. Se é così, osservare le dinamiche positive e negative può esserti utile, per comprendere meglio le azioni della persona che vuole andarsene, dandoti la possibilità di fare le tue valutazioni e, magari, fare anche tu delle scelte ben precise.

Un abbraccio, Valentina

 

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