Mi sento inadeguata? 4 motivi che ti dimostreranno il contrario

Mi sento inadeguata? 4 motivi che ti dimostreranno il contrario

Ti sei mai trovata in situazioni dove ti sentivi un pesce fuor d’acqua? Contesti in cui non ti sembrava di essere all’altezza delle persone, dei luoghi, degli argomenti?
Sotto un profilo sociale, professionale, personale, l’inadeguatezza può farci vivere dietro le quinte, in sordina, senza mai sentirci al posto giusto.
In quest’articolo affronteremo 4 motivi che ti mostreranno come non si è mai inadeguati, se si ha consapevolezza di sé e della propria storia.

Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì.

Salvador Dalí

Ci sono stati anni, quando ero più giovane, che ho conosciuto a fondo il senso d’inadeguatezza. Dopo la laurea, mi sono trasferita a Roma per uno stage lavorativo e ci sono rimasta per circa un anno e mezzo. Frequentavo ambienti con persone più adulte che già avevano fatto una serie di esperienze personali e professionali, ed io passavo la gran parte del tempo in silenzio (chi mi conosce stenta a crederci visto, in realtà, il mio temperamento e la mia parlantina!).

Purtroppo, non ero ancora né carne né pesce, un po’ per la giovane età e un po’, perché non avevo ancora una buona relazione con me stessa.

Mi sentivo sempre in balia degli eventi e non adeguata alle persone e alle situazioni che vivevo. Non conoscevo neppure la grande possibilità che vi è nell’ascolto, soprattutto quando non si sa. Non sfruttavo a mio vantaggio la situazione. Sentivo solo di non essere all’altezza.

Non ero capace di stare con me stessa in modo sereno, non sapevo di doverlo fare.

Sono stati anni faticosi, non tanto nell’esperienza romana in sé, quanto per la mia non consapevolezza e insicurezza.

Non capivo ciò che ero e non sapevo cosa volevo.

Poi sono passati gli anni e la vita ha fatto il suo corso attraverso esperienze, cambiamenti, dolori, scelte, discese e risalite. Ho deciso che volevo stare meglio, non volevo sentirmi inadeguata, sognavo di poter stare in qualunque situazione, senza avere paura di ciò che ero, sentendomi al mio posto. E così, ho iniziato a lavorare proprio su questo, costruendo, giorno dopo giorno, la relazione con me stessa.

Ognuno sviluppa diverse modalità di espressione e di comprensione di sé, in base alle proprie esperienze, attitudini e preferenze. Ho potuto constatare negli anni, confrontandomi con diverse persone che, anche se i percorsi sono molteplici e differenti, alcuni principi sono gli stessi per tutti.

Nella mia esperienza ne sono stati fondamentali soprattutto 4. Mi hanno aiutata a comprendere il senso di inadeguatezza e l’insicurezza che l’accompagna, mostrandomi delle linee guida che tutt’oggi sono per me un importante punto di riferimento.

Vediamoli assieme:

Hai un posto nel mondo ed è esattamente dove sei ora


Quando mi fu detta questa frase, rimasi sconvolta dalla semplicità e chiarezza che portava in sé. Da molto tempo mi tormentava il quesito: “Qual è il mio posto in questo mondo?”. La domanda racchiudeva il senso di vuoto e d’instabilità che mi accompagnava. Credevo che, prima di avere una risposta, avrei dovuto fare, rifare e fare ancora chissà cosa che definisse il mio ruolo e il mio posto.

Così, la risposta che il mio posto era esattamente dov’ero in quel momento, mi lasciò sconvolta e allo stesso tempo sollevata.

Era facile da capire e aveva un suo senso.

Il fatto di essere lì, come in qualunque altro luogo mi ero trovata, rappresentava il risultato di scelte da me fatte nel corso del tempo, del mio tempo.

La nostra storia, la nostra persona, la nostra vita si manifestano in tutto quello che facciamo in ogni istante. Ciò che scegliamo di essere e di fare segna continuamente il nostro posto nel mondo, il diritto a esserci e a viverci.

Quindi quando ci sentiamo inadeguati è bene ricordarsi che è solo un modo di pensare noi stessi e non ciò che realmente siamo.

Ciò che sei è il tuo patrimonio, non dimenticarlo mai


Troppe volte non ci rendiamo conto di quanto sottovalutiamo le nostre esperienze e la nostra storia. Consideriamo sempre quello che non siamo e molto meno ciò che, invece, abbiamo imparato e sperimentato nel tempo. Chiunque di noi ha un bagaglio di vissuto che lo rende competente rispetto ciò che lo riguarda. Le esperienze che attraversiamo ci insegnano e ci conducono nelle scelte della vita, aumentando le nostre capacità.

Il problema è che, in determinati momenti, si tende a dimenticarsi di tale bagaglio e ci si sente inadeguati. Che sia in ambito personale o professionale, sentirsi non adatti o non all’altezza della situazione, sottende, innanzitutto, la personale non consapevolezza delle proprie competenze.

In qualsiasi luogo o contesto ci troviamo, dobbiamo avere chiaro che:

  • se siamo lì, significa che ci siamo messi nella condizione di esserlo.
  • significa, anche, che siamo in grado e in diritto di esserci, altrimenti saremmo da un’altra parte.
  • siamo portatori della nostra storia e siamo competenti rispetto ad essa.
  • visti i 3 presupposti precedenti, nessuno di noi con la propria storia è mai inadeguato in alcun luogo.

Avere chiari questi 4 step mentali è basilare, per comprendere la non veridicità del sentirsi inadeguati. È un fatto logico.

Le esperienze della vita sono infinite e diverse per ogni essere umano, ma tutte hanno in comune l’acquisizione di conoscenze fondamentali, per procedere nel nostro percorso.

Questo patrimonio ci accompagna e cresce giorno dopo giorno.

Lui ci deve aiutare quando l’inadeguatezza ci assale, perché è lì che troviamo le competenze acquisite nel corso di una vita.

E non importa quale sia lo spessore intellettuale, culturale, religioso o economico delle esperienze vissute, ognuna di esse, se vissuta nell’onestà verso noi stessi e gli altri, porta con sé una sapienza che non ci abbandona mai e che è adeguata ovunque.

Quando non sai, non vergognarti: ascolta e impara


Qualche volta ci si sente inadeguati perché, se ci troviamo in ambienti e contesti frequentati da persone più preparate di noi su determinati argomenti, non sappiamo partecipare alle conversazioni o dare la nostra opinione.

Questo è normale e capita a tutti ogni tanto. Non possiamo essere tuttologi e non possiamo pensare che tutti trovino piacere nell’imparare e nel sapere. Ma, sicuramente, la curiosità verso ciò che non si conosce ha permesso all’essere umano di evolversi fino ad oggi, confermando l’estrema utilità che l’apprendimento fornisce.

Quindi, in ambienti dove siamo meno informati degli altri, è necessario approfittare della situazione per imparare il più possibile da coloro che sanno di più.

Questo tipo di atteggiamento non è mai inadeguato e, salvo non ci si sia proposti come degli esperti, mentendo, è anche il più produttivo.

Accettare di non essere prepararti abbastanza da intervenire in una determinata conversazione, non ci rende inadeguati ma, al contrario, ci fa stare in onestà nel posto giusto con ciò che siamo.

Inoltre, ci rende ancora più adeguati per la prossima conversazione cui parteciperemo sul medesimo argomento: saremo più preparati grazie all’ascolto prestato.

Se pensi di valere poco ma fai finta di valere tanto, poni l’accento ancora di più sulla tua insicurezza


Ci sono persone che, per nascondere uno stato d’inadeguatezza, assumono un atteggiamento sbruffone e sopra le righe.

Questo perché credono di riuscire a mascherare abilmente l’insicurezza che si portano addosso, facendo finta di essere ciò che non sono.

Rari casi riescono nell’intento, perché hanno concentrato la costruzione della propria identità proprio sull’essere altro da sé, accompagnato da un’alta dose di intelligenza manipolatoria. Ma al di là di questi casi, è molto più probabile imbattersi in traballanti tentativi che sfociano spesso in imbarazzanti cadute di stile.

Le persone hanno un sesto senso verso quelli che si presentano in modo artificioso, non autentico e poco sincero.

Li riconoscono, ne percepiscono i punti deboli e le insicurezze. Così, un’azione fatta per mascherare le debolezze non fa altro che metterle ancor più in evidenza.

Quando assumiamo atteggiamenti che non ci sono propri, è come se mettessimo un abito che ci veste male: può essere griffato e molto costoso ma addosso sembrerà solo uno straccetto.

Al contrario, indossare le proprie vesti con sincerità e realtà, ci permette di essere sempre e ovunque adeguati e adatti agli ambienti in cui ci troviamo.

È un argomento importante quello dell’inadeguatezza e sicuramente può e deve essere approfondito da ognuno di noi nella propria intimità.

Avere delle linee guida può esserci d’aiuto per darci nuovi spunti di riflessione e di analisi. Queste 4 le ho sperimentate e le sperimento tuttora, cercando di comprenderle maggiormente volta per volta, aiutandomi. La loro comprensione mi fa capire che sentirsi inadeguati è un sentire della mente ma non lo è nella realtà.

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A presto, Valentina

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2 Comments

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    Reply Reply settembre 11, 2017

    Sei una grande, ti ringrazio tanto per questo articolo

    • Valentina

      Reply Reply settembre 12, 2017

      Grazie a te! Mi fa molto piacere possa esserti utile…

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