Un po’ di solitudine: 3 motivi per cui è importante stare anche soli

Un po' di solitudine: 3 motivi per cui è importante stare anche soli

Per molte persone i momenti di solitudine rappresentano la vita che si ferma, l’obbligo di vedere e sentire pensieri che non si vogliono affrontare, assenza di socialità e quindi di riconoscimento e significato… insomma qualcosa da evitare come la peste.

Non sanno cosa si perdono e in questo articolo ti spiegherò il perché.

 

“ Mi fa troppo piacere che tu sia qui. Vorrei quasi gustarmelo in solitudine. ”

Carlo Gragnani

 

La solitudine è un concetto molto particolare, può assumere diversi significati e connotazioni. Spesso, è associata al senso di abbandono, alla mancanza di cura e mutuo soccorso. Altre volte, è vista come una malattia che si auto alimenta al punto di diventare il luogo dove trovare nascondiglio e riparo. Al contrario, può essere qualcosa che temiamo ed evitiamo così tanto da perdere di vista ciò che ci interessa veramente.

Qualunque siano le forme di solitudini esistenti, ci sono alcuni elementi fondamentali, presenti in tale concetto, che sono indispensabili per lo sviluppo della relazione con noi stessi e per la nostra crescita.

Ma iniziamo da una domanda fondamentale che è necessario porsi:

So passare il tempo solo con me stessa?

Può sembrare una domanda banale, ma sono sicura che non tutti trovino semplice dedicare del tempo a se stessi senza avere bisogno della presenza di qualcuno. Come detto prima, alcuni ne hanno paura, altri non si ritengono meritevoli di dedicare tempo ed energia esclusivamente per sé. Qualcuno, persino si annoia, cercando esternamente continui input e diversivi. Qualcun altro s’isola, stando in completa solitudine non tanto perché sta bene con se stesso, ma perché non sta bene con il mondo. In questo modo si allontana dagli altri e soprattutto da se stesso.

Ma vediamo le risposte:

Se la tua risposta alla domanda è SI, hai un’ ottima base su cui far crescere la relazione con te stesso.

Se la tua risposta alla domanda è NO, è necessario tu ti chieda inizialmente il perché. Scrivi i motivi su un foglio per vederli più chiaramente. Non pensarci troppo, riporta quello che ti viene in mente nell’immediato. Non badare alla forma e alla grammatica, serve solo a te per chiarirti le idee. Sii sincero. Osservando le risposte, che ovviamente possono essere diverse e più o meno importanti, ti devi assolutamente ricordare che:

1 – ovunque tu sarai, l’unica persona che ti accompagnerà sempre sei solo TU. Abituati all’idea.

2 – i pensieri lasciati decantare in solitudine e tranquillità sono quelli che, poi, portano a confronti e relazioni valide.

3 – non saper stare soli con se stessi ti rende dipendenti dagli altri.

Questi tre motivi valgono in assoluto, hanno significato di fronte a qualsiasi causa non ti permetta di stare solo con te stesso. Sono validi anche se sai stare solo, perché forse hai già riflettuto sui motivi che rendono necessaria la presenza di momenti in solitaria, ma forse non li hai ancora osservati in modo chiaro e vale la pena rispolverarli.

Vediamoli nel dettaglio:

OVUNQUE TU SARAI, L’UNICA PERSONA CHE TI ACCOMPAGNERÀ SEMPRE SEI SOLO TU. ABITUATI ALL’IDEA.

Uno degli elementi fondamentali per raggiungere una certa sicurezza interiore è rappresentato dalla capacità di sapersi relazionare positivamente a se stessi. Non è semplice. Passiamo l’intera vita a coltivare, più o meno bene, questo rapporto, sottovalutandone spesso l’importanza e il valore. Certo, la solitudine assoluta non fa bene a nessuno, men che meno al rapporto con noi stessi ma, come in tutte le cose, bisogna avere equilibrio. Comprendere il valore dei momenti di solitudine è come farlo per quelli di socialità: l’uno non ha senso senza l’altro.

Partendo da questo presupposto, è necessario comprendere quanto lo sviluppo di tale legame sia basilare per condurre una vita sana e serena. Se non ti dovesse bastare come motivo, sappi che non ne puoi fare a meno, perché, una delle poche certezze che possiamo dire di avere è che, sicuramente, saremo con noi stessi fino alla fine.

Quindi, se si vuole avere una buona compagnia, bisogna considerarlo il legame più importante che abbiamo. Non significa diventare ego riferiti ed egoisti, ma dare la giusta importanza a una relazione, senza la quale sarebbe difficile averne con tutti gli altri. Significa investire su quello che siamo, imparare a stare con noi stessi in modo trasparente e sincero. Con gioia. Accettando i limiti e migliorando dove è possibile.

Il percorso che disegna la relazione con noi stessi necessità alle volte di solitudine, per riflettere e comprendere ciò che, spesso, nel rumore della vita, ci sfugge.

I PENSIERI LASCIATI DECANTARE IN SOLITUDINE E TRANQUILLITÀ SONO QUELLI CHE POI PORTANO A CONFRONTI E RELAZIONI VALIDE.

Molti pensano, che tante reazioni istintive siano proprie delle persone vere emotivamente. Quindi, per esempio, parole incontrollate e buttate al vento rappresenterebbero una persona sincera che vive le emozioni realmente, perché espresse così come le ha provate nell’immediato.

Anche per me era così, parole allo sbaraglio provenienti direttamente da reazioni istintive, mosse dall’ansia, dalla rabbia o dall’insicurezza. E poi, i pentimenti: che cosa ho detto? Potevo dirlo in modo diverso? Effettivamente non è come pensavo! Se avessi detto un’altra cosa! Bocca mia taci!

Mentre, controllando i pensieri, riflettendo, lasciando sbollire, analizzando con calma è possibile giungere a conclusioni, alle volte, completamente diverse da quelle iniziali, più convenienti per noi, per le nostre relazioni o per la nostra professione. Questa sospensione riflessiva richiede silenzio, solitudine, relazione con se stessi, per comprendere le cose a mente lucida.

NON SAPER STARE SOLI  TI RENDE DIPENDENTI DAGLI ALTRI

C’è una cosa che da molto tempo cerco di evitare: essere dipendente da qualcuno o qualcosa. Non perché ritenga che non abbiamo bisogno di alcuno, ma perché trovo ingiusto non provvedere in prima persona, fino a dove ci è possibile, a noi stessi e alle nostre esigenze. Mi angoscia pensare di essere vincolata a fare determinate cose, solo se in presenza di persone o condizioni particolari. Lo trovo un limite alla mia libertà, un limite autoimposto per giunta.

Non essere in grado di stare soli, purtroppo, ci mette nella condizione di avere bisogno che qualcuno stia con noi o di essere noi a stare sempre con gli altri. Il fatto è, che se la socialità diventa un’esigenza, un dovere auto imposto, si perde, col tempo, il gusto di stare con gli altri, perché non si ha più un termine di paragone. La socialità c’è solo se c’è anche intimità. Così, il piacere della condivisione con persone amiche, perde di valore e di sapore, se diventa il modo per evitare di stare soli. Significa dipendere dalla loro presenza ma non godere in realtà di essa. Questo è un grosso peccato.

Un po’ di distanza dal mondo, a favore di un avvicinamento a noi stessi in solitaria, è fondamentale per la nostra autonomia e, di conseguenza, per le relazioni della nostra vita.

 

“La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista.”

Bernardo Bertolucci

 

Queste 3 motivazioni sono state (e lo sono tuttora) tappe di un percorso che mi ha fatto comprendere l’importanza dei momenti solitari. Mi sono servite per sfruttare al meglio periodi più o meno lunghi di solitudine che mi pesavano e che facevo fatica ad affrontare. Non è immediato, ci vuole tempo e impegno, ma ci mostrano come sia necessario e sano dedicarsi a se stessi, a tu per tu. Se qualcosa ti blocca, rifletti sui tre punti, ripetili e non avere paura: un po’ di solitudine non ha mai fatto male a nessuno, anzi!

Un abbraccio, Valentina

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